È facile dire naked put

Qualsiasi idiota può vendere put. Perdonami la schiettezza di questa affermazione, ma è la pura verità. Chiunque può aprire un conto abilitato al trading in derivati e mettersi a vendere opzioni put su azioni. Che ci vuole?

La strategia in sé è banale, quasi stupida, direi.

Affonda le radici in considerazioni statistiche sui mercati, su una certa logica di base inoppugnabile.

La cosa curiosa è che improvvisamente tutti stiano riscoprendo la vendita di put. Chissà perché…

Per anni ci hanno martellato gli zebedei con strategie a venti gambe, aggiustamenti in corsa, rollover, greche di primo, secondo e terzo livello, strategie diagonali, complicati indicatori auto-costruiti (mea culpa, qualcuno l’ho inventato anche io…), strategie multi-condor, multi-straddle, multi-strangle, multi-qua, multi-là….

E ora, improvvisamente, tornano tutti alla semplicità. A vendere put.

Ma quanti di questi che improvvisamente si sono svegliati dalla loro spasmodica ricerca della strategia perfetta, del profitto assoluto, dei rendimenti stellari, del modo di sembrare più bravi e fighi di tutti gli altri, hanno realmente studiato la strategia di vendita di put su azioni?

Quanti di questi che fino a ieri sfornavano nuove tecniche ad ogni cambio di luna, sempre più sofisticate, sempre più inaccessibili, sempre più lontane da una loro applicazione realmente alla portata di tutti, sempre più lontane da qualsiasi barlume di replicabilità da parte di terzi, oggi sono tornati alla semplicità con cognizione di causa?

La strategia è banale come sembra? Mmmmmhhhh….. No. Ok dai, diciamo “nì”.

In linea di principio la strategia è sì banale, in fondo è solo una gamba, non servono nemmeno piattaforme che ti permettano di usare le funzioni di strategy builder per mandare via intere strutture con un solo clic.

E ti sorgerà spontanea la domanda: “Perché, allora, Domenico, mi dici che la strategia non è così facile come sembra?”.

La risposta non è così immediata. Ci sono in effetti diversi elementi che rendono la strategia molto più complicata di come non sembri. Il problema è che se non fai le cose per bene, con la naked put selling possono succedere essenzialmente due cose:

  1. o ti esponi troppo poco, quindi ottieni profitti troppo ridotti, e quindi la abbandoni e torni a cercare il profitto assoluto;
  2. oppure ti esponi troppo, e alla prima correzione generalizzata sui mercati vieni spazzato via dall’impennata mostruosa dei margini di garanzia.

Più facile la seconda, a dire il vero. Il problema della naked put selling, infatti, è che comporta margini iniziali molto bassi e quando vedi che con 300-400 dollari di margine hai profitti potenziali di 100-150 ti scatta la molla, ti vengono i dollaroni negli occhi come a Zio Paperone, ti immagini già la Porsche in garage, la barca a Portofino e la casetta in Canadà (con l’accento sull’ultima A come nella famosa canzone).

Se hai un minimo di testa sulle spalle, invece, puoi facilmente rischiare di ricadere nel primo caso: ci vai coi piedi di piombo, apri poche posizioni, selezioni con estrema cautela le tue entrate…. E alla fine ti rendi conto che guadagni troppo poco.

Proprio questa è la difficoltà principale che la naked put selling si porta dietro: l’allocazione ottimale delle risorse. Se vuoi fare le cose per bene, ovviamente.

Devi capire su quali e quanti titoli la puoi applicare in funzione del capitale a tua disposizione. Devi sapere come gestire le posizioni che scadono debordate. Devi conoscere le metriche della strategia applicata al parco titoli di tuo interesse.

Devi sapere quanto capitale può trovarsi impegnato su ogni titolo e per quanto tempo. Avere dei parametri di riferimento per poter capire quando qualcosa non va, e magari una certa posizione sta prendendo una piega che non avrebbe dovuto prendere.

Devi aver fatto una analisi profonda a livello di portafoglio.

E soprattutto non devi usare leva finanziaria.

“Ma come è possibile non usare leva finanziaria con i derivati?” mi chiederai… Lo so che il concetto potrà sembrarti strano, ma ci ho lavorato per diversi anni e credimi, so quello che dico.

Ho elaborato una tecnica che permette di ottenere una buona redditività media annua – siamo intorno al 20% – senza mai esporre il conto oltre i mezzi effettivamente disponibili.

Sai quante realtà piccole e meno piccole sono saltate a marzo 2020 a causa dell’abuso di leva finanziaria? Sai quanti investitori privati hanno perso fino a cinque volte il loro capitale a causa di una esposizione smodata in opzioni vendute allo scoperto? Sai quanti di essi non avranno alcuna chance di vittoria in caso di contenzioso con l’intermediario?

Purtroppo i meccanismi di marginazione odierni sono troppo ottimistici: ti permettono di esporti in modo assurdo senza mai far suonare campanelli d’allarme, finché non è troppo tardi.

Ne parlerò prossimamente in un altro articolo, non voglio divagare qui.

Torniamo sul pezzo, e permettimi di riassumere quello che ti ho detto (integrandolo con alcune altre informazioni):

  1. ho lavorato per diversi anni alla strategia naked put selling, quindi non la applico da 5 minuti come tanti che si sono improvvisamente ricordati che esiste anche questa tecnica tanto “banale” quanto efficace;
  2. ho studiato il modo di applicare la strategia senza usare leva finanziaria, così da non esporre mai il mio capitale a perdite superiori a quanto effettivamente presente sul conto;
  3. opero soltanto un’ora al mese: imposto le posizioni il terzo venerdì del mese, tra le 21 e le 22, e non le tocco fino alla scadenza, alla quale costruisco le posizioni per la scadenza successiva; e così via;
  4. lavoro in ottica di portafoglio e non di singolo titolo;
  5. spiego la tecnica in tutti i dettagli ai miei utenti, così che possano essere in grado di applicarla per conto loro dopo un periodo (di un anno intero) di lavoro insieme.

Se qualcuno ti dice che la vendita di put è banale chiedigli come gestisce il capitale, su quali titoli la fa, come gestisce le posizioni debordate, quanta leva usa, come è andata a marzo 2020.

Le risposte a queste domande sono tutte ben note agli utenti del workshop naked put selling di QuantOptions.

La risposta all’ultima domanda la trovi anche sul sito.

Buon lavoro.

Domenico