Le opzioni sono troppo complesse

Se hai letto attentamente il titolo di questo articolo avrai notato che la mia non era una domanda, bensì una affermazione.

In realtà non sono io a dire che le opzioni siano troppo complesse, bensì una moltitudine di trader e di investitori. E di aspiranti tali.

Ma quanti di essi si sono davvero informati sulla materia? Quanti di essi si sono fermati a qualcosa di letto da qualche parte? Magari al commento di qualcuno che si è fatto male perché pensava di aver trovato un modo facile di guadagnare, e alla prima correzione seria del mercato ci ha lasciato le penne?

Quanti magari hanno cercato di capire le opzioni leggendo qualcosa qua e là senza troppa convinzione, senza una reale volontà di imparare? Magari si sono documentati su qualche sito gratuito. O hanno guardato qualche video di dubbia qualità.

La rete è piena di contenuti spazzatura, e oggi più che mai è piena di corsi tenuti da docenti improvvisati, che hanno fatto qualche operazione di Borsa e si sentono in grado di insegnare a tutti come diventare trader in opzioni in cinque minuti.

Non è su quei siti che si possono capire le opzioni, ma non dovrei dirtelo io.

“Le opzioni sono troppo pericolose!”.

Ecco un’altra affermazione molto comune, tanto superficiale come la precedente.

Le opzioni sono pericolose solo se non le conosci.

E del resto, in assenza di conoscenza, le opzioni sono pericolose come i futures, per qualche oscuro motivo considerati meno rischiosi, ma anche come le azioni, che vengono negoziate spesso a leva senza farsi tanti problemi. O come i CFD, che sono diffusissimi, specialmente tra quel popolo dei “trader della domenica” che si fa abbindolare dalle tante pubblicità che promettono rendimenti stellari senza fatica, in poco tempo e praticamente senza soldi…

Eppure anche i CFD hanno una leva molto marcata, ma per qualche motivo astruso non vengono considerati particolarmente rischiosi.

Qualcuno dice che è perché comunque i broker che ti fanno fare i CFD hanno dei meccanismi di stop loss automatico quando le cose vanno male. Peccato che se hai lo stop loss a -2% dal prezzo di entrata e il titolo di fa un gap down del 10% in apertura il tuo stop loss te lo puoi scordare… E se sei in leva 10 (bassa a dire il vero, perché sui CFD le leve sono spesso ben superiori) ti sei giocato tutto il controvalore della posizione in un colpo solo!

“Le opzioni hanno fatto grandi disastri!”.

Questo invece è assolutamente vero, infatti lo sostengo anche io.

Ma a dire il vero c’è poco da sostenere o con cui essere d’accordo: che le opzioni abbiano fatto grandi disastri è un fatto più che noto, tanto che le cronache di trader e gestori che con le opzioni hanno bruciato interi capitali, e fondi speculativi che con le opzioni hanno fatto macelli colossali, si sprecano.

Due fondi in particolare hanno prosciugato i conti di tantissimi clienti negli ultimi 15 anni circa.

Il primo (eviterò di fare i nomi, ma queste storie sono note a tutti gli operatori di settore, quindi chi conosce la storia saprà benissimo di quali fondi – e soprattutto di quali gestori – io parli) vendeva allo scoperto opzioni put e call su indici, specialmente sullo Standard & Poor’s 500, ma senza meccanismi di protezione particolarmente efficaci.

Quotava 1000 euro per quota quando era stato emesso e aveva un taglio minimo di ingresso di centomila euro. Il suo NAV era salito fino ad oltre 2500 euro in un paio d’anni, se non ricordo male, per poi perdere oltre il 90% in un solo mese.

Ne venne quotata una nuova serie, anch’essa con valore iniziale 1000 euro. E nel giro di circa 3 anni fece la stessa fine della precedente. A quel punto il fondo venne chiuso.

Ma il suo gestore, noto soprattutto nei circuiti del poker, non si diede per vinto e passò (come, non me lo spiego) al timone di un altro fondo molto popolare, che aveva come obiettivo di profitto circa l’1% al mese, con una volatilità attesa molto ridotta.

Ma all’inizio del 2017, in soli tre giorni, quel fondo ha perso il 67% di NAV, in barba a tutti i proclami in materia di gestione efficiente del rischio, strategie di stop loss, bla, bla, bla…

Ah, poi c’era quel famoso trader francese che parlava a tutte le fiere e a tutti gli eventi dedicati al trading… Venditore incallito di put su azioni, strike lontani e scadenze lunghe. Gestiva capitali propri e di terzi, e negli anni buoni aveva accumulato ottimi profitti.

Faceva sempre il figo alle fiere, e sfotteva chiunque gli capitasse a tiro.

Ma si sa, il tempo è galantuomo… E la proverbiale tegola in testa a chi pensa di essere più furbo di tutti arriva sempre, prima o poi. E così è stato anche in questo caso.

Il fatto è che qualsiasi imbecille può vendere put e incassare premi per tanti mesi consecutivi, pensare di essere un genio e convincersi di essere infallibile. Ma quando il mercato picchia verso il basso e i margini esplodono, se non hai fatto bene i compiti a casa ti trovi costretto a chiudere in perdita molte posizioni. E in casi estremi anche quando hai chiuso tutto e i margini non ci sono più il saldo del conto è comunque a zero. O peggio, sotto zero.

Le opzioni possono fare disastri? Sì, possono eccome.

Quindi le opzioni sì, possono essere pericolose.

Ma la pericolosità non è dovuta alla loro presunta complessità: il problema non è mai lo strumento, bensì chi lo muove.

Il problema non è mai il veicolo, piuttosto il pilota.

Che le opzioni siano molto complesse è una baggianata. Bisogna saperle spiegare da un lato, e avere voglia di capirle davvero dall’altro.

Poi è chiaro che se uno parte da zero e vuole mettersi subito a guadagnare con dei calendar spread va a finire male.

Ma le questioni vanno messe sempre nel loro giusto contesto.

E se si fanno strategie semplici, gestite per scadenze, non c’è assolutamente nulla di complicato. Nulla che chiunque, con qualsiasi livello di formazione, non possa capire leggendo un buon libro o guardando un buon video-corso.

Io ho cercato di creare il miglior percorso di formazione possibile, combinando sia le video-lezioni che il libro cartaceo. Ho creato circa venti ore di contenuti di qualità, frutto di una esperienza di insegnamento di oltre 15 anni, nelle aule universitarie, alle fiere, ai convegni, nei corsi personali.

Ho raccolto le critiche e i suggerimenti delle centinaia di persone che ho formato negli anni e ho migliorato progressivamente i miei materiali.

Oggi puoi trovare il mio percorso completo sulle opzioni al costo di soli 37 euro: il prezzo di copertina del mio libro “Opzioni: capirle prima di usarle”, oggi in una nuova edizione, riveduta e corretta, con qualche piccola aggiunta qua e là.

Con il libro hai accesso gratuito al percorso completo futures e opzioni. Ci ho messo dentro anche i futures perché la comprensione di alcune loro dinamiche aiuta a capire meglio quelle delle opzioni.

Se hai la volontà vera di capire la materia, i contenuti sul mio sito ci sono e ci ho messo l’anima per farli bene, al meglio delle mie possibilità.

Devi uscire dall’inerzia, deciderti ad intraprendere un percorso di apprendimento preciso. Devi smettere di cercare scusanti, di liquidare tutto come “già visto, già sentito”, di bollare qualsiasi cosa come “inutile” senza avere veramente capito, approfondito, studiato, perché magari non hai voglia di impegnarti.

Devi smettere di sprecare il tuo tempo ad ascoltare chi dice cavolate, quello certamente. Ma anche di pensare che non esistano soluzioni concrete al problema di trovare una formazione di alta qualità. Forse devi ammettere con te stesso di non aver davvero cercato di capire la materia, di trovare qualcuno che potesse spiegartela in un modo corretto e comprensibile.

Forse è il momento di voltare pagina e di provarci una buona volta.

Proprio per questo ho creato il mio percorso completo sulle opzioni.

L’ho creato anche per tutti quelli che dicono che le opzioni sono troppo complicate.

Se sei tra quelli, sei disposto a correre il rischio di dover cambiare idea?

Ti sfido!

Domenico