E se prendi una fregatura come lo spieghi a casa?

 

Quando acquisti un prodotto o un servizio c’è una forte componente psicologica legata al dubbio se tu stia facendo un acquisto corretto o se piuttosto non stia prendendo una fregatura.

Vuoi perché oggi più che mai siamo talmente bombardati di offerte commerciali, di promozioni, di sconti, di nuovi prodotti e servizi, che fatichiamo a capire il vero valore delle cose.

Il processo di acquisizione delle informazioni necessarie a valutare è lungo, denso di ostacoli e di rischi.

Pensa solo al circolo vizioso dei commenti degli altri clienti: non puoi mai sapere se sono artefatti, se magari le lodi sperticate sul prodotto che stai valutando sono state fatte dal cugino del venditore, o magari da qualcuno pagato per scrivere un commento positivo.

Quando compri sui grandi portali poi… Quante recensioni di prodotti si sono rivelate fasulle? A volte scritte dagli stessi produttori o rivenditori.

E con la montagna di prodotti che hanno invaso il mercato oggi in qualsiasi settore c’è talmente tanta spazzatura in circolazione, in mezzo ai prodotti di qualità, che il rischio di imbatterti in qualcosa che sembra valido e poi si rivela una ciofeca è oggettivamente alto.

La paura della fregatura è tanta ed è uno dei grandi fattori che ti frenano quando fai acquisti, quando decidi di affidarti a qualcuno per risolvere un problema, quando ti metti in mano ad un consulente o ad un docente per apprendere qualche cosa di nuovo e di potenzialmente utile.

Anche perché la fregatura spesso non coinvolge soltanto te stesso, o te stessa.

La pressione psicologica dell’acquisto sbagliato può essere micidiale. E quando leggi i commenti dei clienti precedenti vai soprattutto a leggere quelli negativi, perché se quel prodotto o servizio è una fregatura e qualcuno si è già fatto fregare prima di te ne trai un grandissimo senso di sollievo.

Meno male, si è fatto fregare lui e non io… Altrimenti chi la sentiva mia moglie poi? Chi lo sentiva mio marito?

Se fai un acquisto importante, magari sottraendo risorse che nella mente del tuo partner o della tua partner potrebbero, o addirittura dovrebbero, essere destinate ad altro, la paura della fregatura si amplifica notevolmente.

C’è anche, spesso, una tendenza a giudicare molto più che non a solidarizzare con chi si trova colpito dalla sventura di aver comprato un prodotto o un servizio che si rivela poi essere un pessimo affare.

Soprattutto in famiglia!

Pensaci bene: se tua moglie scopre che una sua amica ha subito un danno perché ha comprato qualcosa che ha deluso completamente le sue aspettative scatta immediatamente la solidarietà femminile, l’impulso ad aiutare, la ricerca di una soluzione.

Ma se TU hai acquistato qualcosa e sei rimasto fregato… Sei un fesso! E adesso ti arrangi, te la risolvi tu questa storia! E la prossima volta poi non ci pensare neanche!

Quando ci sono di mezzo gli investimenti e il trading poi…. “Bravo, bravo…. perdi pure tutti i soldi che hai risparmiato, eh? Poi però non venire a lamentarti, perché te la stai proprio cercando.”.

Vale anche al contrario eh? Vale anche per le mogli che fanno acquisti incauti, E i mariti giù con le critiche pesanti, le violenze psicologiche, le ritorsioni.

Vale anche per le famiglie “moderne”. Non so se hai mai visto Modern Family su Netflix: è una sit-com molto divertente, tratta le vicende quotidiane di una grande famiglia in cui vi è anche una coppia gay, che ha adottato una bimba vietnamita che è meravigliosa… Quello che non riescono a dirsi dietro questi due ragazzi, che poi alla fine si vogliono un gran bene…!

Al di là delle famiglie da cinema, le realtà familiari a volte possono essere ben diverse da come uno se le immagina, o da come possano apparire all’esterno.

Ricordo che una volta, avrò avuto vent’anni forse, mio padre mi chiese di andare in banca a fargli alcune operazioni e mi disse di chiedere il saldo, alla fine. L’operatore dello sportello mi chiese, cito testualmente “in che rapporti è lei con suo padre?”. Di fronte al mio stupore mi disse che aveva assistito a scene di tutti i tipi di fronte ad informazioni riservate rivelate ad un membro della famiglia che non era titolare del conto: mariti che tornavano a casa e picchiavano le mogli, mogli che picchiavano i mariti, figli che picchiavano i genitori, nonni che picchiavano i nipoti…. Scene da film…

La vera solidarietà familiare è rara. Ho incontrato diverse persone vittime di truffe finanziarie e all’ingente danno economico ho visto spesso associarsi la rottura di rapporti familiari consolidati, o il distaccamento di coppie collaudate, affiatate. Ho saputo anche di diversi suicidi o tentativi di suicidio. Famiglie distrutte.

Eppure ci sono sempre personaggi discutibili che prosperano sui sogni e sulle speranze di fiumi di persone che incautamente decidono di effettuare acquisti di prodotti e servizi che si rivelano sbagliati.

Nel mondo del trading on-line questo fenomeno è in costante aumento. La crisi finanziaria post fallimento di Lehman Brothers ha amplificato la speranza di tanti di trovare una via di fuga, un modo di uscire da situazioni disperate. E tanti sono finiti nelle trappole dei sedicenti venditori di sogni.

Sono convinto che oggi ci troviamo in una nuova fase esattamente come quella. Con il Covid-19 che ha bruciato tanti posti di lavoro ci sono sicuramente tante persone senza prospettive, che potranno cadere facilmente nelle tante trappole del guadagno facile.

Tutto il lavoro che ho fatto e che sto facendo con il sito quantoptions.it ha tre finalità primarie:

  1. permettere a chiunque di formarsi sul trading, in particolare sui derivati, con un investimento molto modesto;
  2. far capire come funzionino veramente le cose in questo mondo;
  3. offrire un metodo di lavoro valido, trasmissibile a chiunque, replicabile perfettamente, e capace di apportare risultati più che soddisfacenti con un piccolo impegno temporale.

Il mio workshop operativo sulla strategia naked put selling è giovanissimo: è nato da meno di un anno (a ottobre faremo i conti del primo anno per gli utenti terzi), ma sul mio conto personale io applico questa strategia da molto più tempo, con risultati perfettamente in linea con le aspettative e con quanto dichiarato sul sito.

Ho creato il workshop per poter trasmettere – attraverso un servizio di consulenza 1 a 1 che dura un anno intero – il metodo di lavoro che io stesso applico sul mio capitale personale. Un metodo capace di generare ritorni tra il 15 e il 20% annuo con una giornata al mese di lavoro. Si tratta infatti di una strategia che lavora per scadenze mensili delle opzioni, quindi su portafogli creati di mese in mese e portati fino a scadenza. Poi alla scadenza si interviene sulle posizioni che richiedono gestione e si aprono nuove posizioni (se ci sono le condizioni) per il mese successivo. E non si tocca nulla fino alla scadenza, a meno di rari casi.

La tecnica è condivisa con gli utenti al 100%, quindi dopo un anno sei in grado di applicarla anche da solo, nonostante io resti comunque sempre a disposizione per eventuali necessità. E se subentrano novità, si trovano nuovi titoli su cui operare, cambia il metodo di gestione delle posizioni, o quant’altro, lo sai comunque, anche se il tuo periodo di coaching è terminato, perché l’accesso ai video ti rimane aperto per sempre. Quindi se se ne aggiunge uno lo puoi vedere anche tu.

Io non sono perfetto. Ma faccio quello che insegno. Divido il mio tempo tra gestire il mio trading e tutte le mi altre attività personali e l’insegnamento pubblico. Spiego, a chi mi ascolta, gli errori che ho fatto e che mi hanno portato, per miglioramenti progressivi, a lavorare come lavoro oggi, con risultati più che decorosi senza ammazzarmi davanti ai grafici.

Non delego MAI a NESSUNO il mio lavoro. Non ho schiere di coach, di tutor, di collaboratori che vanno in giro a diffondere il mio verbo. Seguo personalmente ogni singolo utente del mio workshop, mi confronto periodicamente con lui o lei, ci sentiamo al telefono o via skype periodicamente.

Perché devo sapere se va tutto bene, se ci sono dubbi, domande, perplessità; se ci sono cose non chiare, se mi sono spiegato male su alcuni aspetti del lavoro.

Ma soprattutto…. Se sto riuscendo nel mio intento primario, che è quello di trasmettere competenze al punto da rendere gradualmente indipendenti da me i miei clienti.

Questo è il mio modo di lavorare. Tutti i dettagli sono alla pagina del mio workshop.

E se perdi l’occasione come lo racconti a casa?

Domenico