Stanco di servizi di segnali impossibili da replicare?

obiettivo mancato

Hai acquistato uno o più servizi di segnali operativi e non ottieni mai gli stessi risultati di chi te li fornisce?

Che tu ci creda o no, il tuo è un problema molto diffuso. E per quanto ti possano portare a pensare che sia colpa tua ti posso assicurare che nella maggior parte dei casi non è assolutamente così, anzi… Che ne siano consapevoli o meno, ti vendono servizi che non sono replicabili. Punto e a capo.

Purtroppo, replicare i risultati di chi ti manda segnali operativi via mail, o whatsapp, o telegram, o altri media è reso difficile, a volte addirittura impossibile, da diversi fattori, che possono presentarsi singolarmente o in concomitanza (con effetti devastanti in questo caso).

Possiamo identificare sei fattori principali:

  • scarsa tempestività dei segnali;
  • tempistica indefinita di ricezione dei segnali;
  • scarsa liquidità degli strumenti su sui si opera;
  • capitale consigliato troppo ridotto;
  • mancata computazione dei costi operativi nelle equity line mostrate sul sito;
  • requisiti non ben specificati per poter beneficiare appieno del servizio.

 

 

Senza considerare che a volte le segnalazioni peccano di scarsa chiarezza! Ma se questo è il punto di partenza è praticamente inutile parlare di qualsiasi altra cosa!

Soltanto le prime due problematiche di cui sopra non si applicano se l’operatività è automatica: tutte le altre restano comunque valide.

Non tutti i fattori che ti ho elencato si presentano necessariamente in ogni servizio di segnali operativi, ma puoi star certo che almeno uno o due li troverai pressoché ovunque, a volte mascherati o comunque non chiaramente visibili; altre volte nascosti in piena vista, come si suol dire… E se poi si presentano in massa puoi considerare assicurata una perdita consistente sul tuo capitale: sei perfettamente avviato sulla via per la rovina finanziaria. A meno che tu non decida di fermarti. Subito.

 

 

Perché la tempestività dei segnali può rappresentare un problema?

Le strategie su strumenti lineari, pensa ad azioni, ETF, futures, CFD, Forex, possono essere classificate sostanzialmente in due macro-categorie: trend following e mean reverting. Nella prima categoria rientrano ad esempio le strategie di breakout, molto comuni su una molteplicità di mercati. Se questo è il caso, il problema è lampante: i breakout attirano spesso grandi volumi di acquisti o vendite (dipende dalla direzione del breakout, ovviamente), e questi volumi importanti generano movimenti repentini nei prezzi, tanto repentini da far sì che i primi ad entrare sono gli unici che riescono a spuntare prezzi pari o molto prossimi ai valori di breakout; gli altri devono accontentarsi di spuntare prezzi peggiori, o addirittura rinunciare all’operazione.

Ma nel momento in cui ti trovi costretto ad entrare ad un prezzo diverso da quello di chi ti ha inviato il segnale hai già perso in partenza la facoltà di replicarne i risultati. Più un livello di prezzo è importante, più alto è il rischio che il breakout inneschi un rapido movimento direzionale, lasciando indietro chiunque non sia tanto rapido da entrare immediatamente.

 

 

Pensa alle implicazioni di un ordine operativo di quel genere ricevuto via mail, sms, whatsapp, telegram… ora che ti arriva il segnale, lo leggi, capisci quello che devi fare, apri il book, compili l’ordine e lo mandi al mercato… il prezzo è bello che partito. E tu hai solo tre scelte:

     1. lasciare andare l’operazione, e sperare che sia una di quelle che vanno in stop o che non producono un risultato positivo rilevante;

     2. ricalcolare il rischio di entrare ai livelli correnti e decidere se procedere comunque, pur consapevole del fatto che se si va a target avrai un profitto minore del previsto e se si va in stop avrai una perdita maggiore del previsto;

     3. provare a inserire un ordine a prezzo limite al livello al quale avresti dovuto comprare o vendere, e sperare in un ritracciamento (o in un rimbalzo, se l’ordine è short).

Lascio a te qualsiasi considerazione in merito allo stress operativo che tutto questo porta con se.

 

 

Se invece la strategia è di tipo mean-reverting si opera generalmente contro-trend e la logica di una simile operatività impone una gestione più serrata delle operazioni, il che significa dover stare incollati ai monitor in attesa di comunicazioni in merito al da farsi. L’unica soluzione è che ti vengano dati subito stop loss e take profit da inserire in macchina, ma se la tua piattaforma di trading non dispone della funzione degli ordini auto-escludenti ti tocca comunque aspettare che uno dei due ordini venga eseguito, per poi cancellare manualmente l’altro.

 

La tempistica dei segnali può renderti la vita impossibile

Indirettamente con l’ultima frase qui sopra ti ho introdotto al problema successivo: la tempistica dei segnali. In che momento della giornata ti arrivano i segnali? Questa è una domanda di non poco conto!

Se il servizio di segnali prevede la possibilità di operare in qualsiasi momento del giorno, infatti, sai che un segnale operativo potrebbe arrivare in qualsiasi momento. Mentre stai prendendo un caffè con un collega di ufficio, mentre ti trovi in una riunione, mentre stai guidando nel traffico, mentre stai pranzando…

 

 

Ci sono anche servizi che prevedono una operazione singola al giorno, ma in un qualsiasi momento della giornata, o magari solo della mattinata. E tu ti trovi a passare due o tre ore davanti al monitor in attesa di quel segnale. E magari a volte ti capita che dopo aver aspettato per ore ti arrivi una notifica che ti avverte che per quella giornata non ci sono operazioni utili…

E se poi durante la giornata si determinano spostamenti dinamici di stop e target ci sono altri ordini da recepire, modificare o inserire, in momenti nei quali magari non sei in grado di muoverti tempestivamente.

La possibilità di replicare i segnali operativi di un servizio passa anche dalla definizione di momenti precisi della giornata nei quali vengono erogati gli ordini; questo a meno che tu non voglia o non possa passare intere giornate davanti ai monitor aspettando che qualcuno ti dica cosa fare.

 

 

Il problema della liquidità

La liquidità del mercato su cui si opera è una variabile fondamentale per capire se e fino a dove il servizio di segnali che hai acquistato o che intendi acquistare sia valido e perseguibile. Il problema è che su molti mercati, soprattutto quello italiano, la liquidità su molti strumenti è troppo ridotta per poter sopportare grossi quantitativi di ordini tutti allo stesso livello di prezzo.

Il problema si manifesta sia sui mercati dei derivati che sui mercati azionari. Ci sono solo pochi titoli in grado di sopportare flussi di ordinativi importanti in qualsiasi momento della giornata e su qualsiasi livello di prezzo. I breakout di livelli importanti generano spesso movimenti repentini di svariati tick, rendendo di fatto impossibile una operatività efficace per chi non sia assolutamente tempestivo nell’invio degli ordini.

Se si combinano il problema della liquidità e quello della tempestività degli ordini capisci bene quanto possa essere difficoltoso seguire un servizio di segnali operativi. Impossibile, in effetti, è la parola giusta!

 

 

Il capitale suggerito non è sufficiente a far fronte ad eventuali fasi di drawdown iniziale

Il capitale da avere sul conto è forse il peggior campo minato nel quale potrai mai entrare. Solitamente coloro che erogano servizi di segnali operativi ti forniscono indicazioni molto vaghe sull’ammontare da allocare al conto. A volte minimizzano, ti buttano lì una cifra come se non fosse particolarmente importante quale essa sia. “Mettici qualche migliaio di euro sul conto e non ti preoccupare…”. Qualche migliaio di euro.

Ma l’equity line della strategia ce l’hai o no? E quella non ti fornisce una stima puntuale e ragionevole del capitale minimo che devi avere sul conto per poter andare avanti anche dopo un drawdown, se dovesse capitare? Magari ce l’hai sul sito e quindi mi potresti dire che se voglio lo posso vedere da lì. Ma se l’equity è una immagine, magari un po’ sgranata, può essere difficile leggere correttamente i valori. E in fondo cosa ti costa darmi una informazione precisa? Cosa te lo impedisce, soprattutto?

A pensare male (come diceva Andreotti, si fa peccato ma ci si prende), le indicazioni vaghe derivano da informazioni vaghe a monte, scarsa conoscenza delle proprie strategie, non conoscenza delle metriche di tali strategie, mancata valutazione dei rischi statistici, ignoranza totale del profit factor, elusione totale del computo dei costi operativi.

 

 

La verità è che noi, come trader, siamo prima di tutto money manager. La gestione ottimale del denaro è la chiave della cassaforte, come sostiene Larry Williams nei suoi best seller. Perché tenere basso il capitale sul conto può massimizzare il rendimento se le cose vanno bene, ma può anche buttarci fuori dal gioco se per poca fortuna si incappa subito in una fase di perdita temporanea…

Non si può sorvolare sul capitale corretto da allocare ad una strategia, non si può minimizzare il problema, non si può far finta che non sia importante.

 

Non vengono computati i costi operativi sui risultati dei segnali

E qui si aprono le porte dell’inferno! Le commissioni e gli slippage, questi sconosciuti… Una delle cose che qualsiasi trader guarda per prima quando deve decidere presso quale intermediario aprire il conto sono i costi operativi: la piattaforma, le informative dati, le commissioni. Recentemente mi sono trovato ad operare con un broker italiano che tra piattaforma e informative ogni mese prelevava dal mio conto oltre 100 euro. Il tutto per darmi una piattaforma difficile da usare, poco intuitiva e non pienamente efficiente. Almeno le commissioni per eseguito erano relativamente basse, ma comunque non bassissime.

 

 

Chissà perché quando si tratta del proprio conto le commissioni sono importanti, ma quando si tratta di dare segnali operativi a terzi diventano trascurabili. Prendi un servizio di segnali che ti fa fare una operazione al giorno. Una sola.

Immagina che il tuo broker applichi una commissione fissa di 4 euro a eseguito, davvero una buona commissione. Sono 8 euro al giorno (tra entrare e uscire), 160 al mese, 1920 l’anno. La piattaforma la consideriamo gratuita, le informative anche: con un centinaio abbondante di euro di commissioni pagate al mese, infatti, alcuni broker portano a zero i costi di cui sopra.

Se hai diecimila euro sul conto, operi in leva 10 (quindi puoi esporti molto di più rispetto al tuo capitale materiale), e il servizio è buono, farai il 20-30% annuo di rendimento netto sul capitale. Ti restano quindi due o tremila euro puliti di utile netto (al lordo delle imposte, comunque, a meno che tu non abbia minusvalenze da recuperare), e ne hai lasciati praticamente due nel piatto solo per le commissioni.

Immagina ora che l’equity line del servizio che ti viene proposto non incorpori le commissioni: per ogni anno il saldo progressivo del portafoglio sale in media di quattro o cinquemila euro, mentre il tuo conto in realtà salirà di due o tremila. Sei convinto che le commissioni siano importanti, o devo rincarare la dose?

 

 

Nessuno ti spiega che requisiti devi avere per beneficiare appieno del servizio

Hai mai trovato nella descrizione di un servizio di segnali operativi un paragrafo in cui ti sia stato spiegato quali requisiti devi possedere per poter beneficiare del servizio stesso? Personalmente ritengo vi siano almeno quattro requisiti imprescindibili, tutti parimenti importanti: competenza, capitalizzazione, tempo, broker.

La competenza ti serve per saper interpretare in modo corretto i segnali che ti arrivano, saperli elaborare e mandare a mercato, monitorarne l’esecuzione, eventuali modifiche e/o cancellazioni. Devi sapere quali tipologie di ordini puoi utilizzare per massimizzare l’efficienza della tua operatività. E devi conoscere la terminologia. Sai quanti utenti di un servizio di segnali su azioni italiane che ho gestito di persona non sapevano cosa fosse un ordine stop limit? Sto parlando di ordini condizionati di acquisto o vendita a prezzo limite (cioè non al meglio), ma molti pensavano che io parlassi di stop loss!

 

 

In quel caso, lo ammetto, era almeno in parte colpa mia: non avevo specificato nella descrizione del servizio (ammesso e non concesso che qualcuno la leggesse per intero) che si operava con tale tipologia di ordini, quindi non avevo spiegato cosa fossero gli ordini stop limit. In effetti avevo dato per scontato che chi scegliesse di operare in Borsa fosse pienamente informato su queste tematiche, ma mi sbagliavo. Penso sia fondamentale, quindi, spiegare bene tutto ciò che riguarda l’operatività, anche ciò che può sembrare banale a chi fa questo mestiere.

La capitalizzazione è altresì importantissima. Ne ho parlato un paio di paragrafi più sopra. Il tempo! Anche di questo ti ho parlato qualche paragrafo fa. Se hai un lavoro diverso da quello del trading molto probabilmente ti troverai impegnato nelle tue faccende per la maggior parte del giorno, e questo può renderti difficoltoso seguire con la necessaria tempestività le indicazioni che ti arrivano. Deve essere ben specificato, nei termini del servizio, quanto tempo effettivo è necessario tu spenda davanti al monitor per l’operatività. Se è vero che per inserire un ordine bastano pochi secondi, infatti, l’attesa del segnale, la preparazione della piattaforma, i settaggi dei grafici e dei book, sono tutte operazioni che vanno effettuate per tempo.

 

 

E parliamo infine di broker. Non esiste la piattaforma perfetta per tutti gli utenti e per tutte le operatività. Trovo impensabile non specificare nei termini del servizio quali broker possano essere ottimali per la fruizione dei segnali operativi forniti in esso. Non è solo un discorso di costi, ma anche e soprattutto di semplicità operativa, di intuitività degli strumenti, di accesso ai mercati.

 

Il verdetto finale

Sai qual è il problema vero, in fin dei conti? Il problema vero è che se ti dicono tutto quello che devi sapere per poter beneficiare appieno del servizio devono prendere un impegno molto serio nei tuoi confronti, perché poi non possono fare marcia indietro, rimangiarsi ciò che hanno detto, cambiare le carte in tavola… E soprattutto non possono dirti che è colpa tua se non riesci a replicare i loro risultati. E tutto questo è causa di grande spavento per molti venditori di sogni…