Trading su conto estero

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Trading su conto estero: non farti spaventare

Quando parlo della piattaforma TradePort alle fiere e in altre occasioni pubbliche vedo molti spettatori ascoltarmi con attenzione, grande curiosità e interesse. Coloro che non masticano opzioni restano ammaliati dalle potenzialità di questi magnifici strumenti. Gli opzionisti invece restano affascinati dai grafici di traiettoria attesa del prezzo, sgranano gli occhi quando mostro la Option Matrix e le tabelle di valutazione probabilistica delle operazioni, capiscono subito al volo l’immenso valore degli algoritmi automatici di screening del mercato inclusi nell’area Trading Ideas e ancora di più quello del Build Your Own, che permette di filtrare il mercato secondo criteri personalizzati di ricerca.

 

Trading su conto estero: una via obbligata per accedere a mercati più vasti e liquidi

Quando il tuo trading in opzioni ha per oggetto un parco di oltre 4500 possibili sottostanti, del resto, non hai scelta: o ti doti di strumenti automatici di analisi o ti devi smazzare migliaia di grafici e di option chain a mano tutti i giorni; lavoro impensabile. Ma ovviamente questa vastità di campo d’azione significa una cosa sola: stiamo parlando di opzioni su azioni americane, quindi di una operatività che in Italia nessun broker offre, se non con diverse limitazioni (e su un numero decisamente minore di strumenti). Quindi stiamo parlando di un conto di trading estero, e se vuoi avere il meglio stiamo parlando di Interactive Brokers. E qui molti storcono il naso: nella loro mente, conto estero uguale problemi. Non è così: ci sono solo vantaggi, ormai!

 

Trading su conto estero: primo punto a favore, i costi

Se sei un trader attivo e tieni sempre d’occhio per bene la tua contabilità ti sarai già più volte ritrovato a pensare “certo che se non ci fossero le commissioni di negoziazione la mia equity line sarebbe molto più inclinata!”. Ovviamente non è possibile azzerare le commissioni, ma ridurle all’osso, quello sì. Agli albori del mio trading avevo aperto un conto con un broker italiano molto blasonato. Ottima piattaforma, ottimo servizio, ottima assistenza clienti. E se dopo un po’ che operavi li chiamavi e chiedevi uno sconto sulle commissioni non dicevano mai di no. Ma poi le cose sono cambiate, e in pochi anni il trading non ha più rappresentato il core business della banca. E addio ottima assistenza clienti, addio sconti commissionali. Oggi ci sono alcune alternative, ma i costi sono sempre piuttosto alti. Passare ad un broker internazionale presente in tutto il mondo con milioni di clienti significa trovare sicuramente commissioni nettamente più basse.

 

Trading su conto estero: secondo punto a favore, l’assistenza

Un broker estero come Interactive Brokers ha clienti in tutto il mondo, il che significa desk sparsi ovunque. Ma in lingua inglese, direte voi. Non solo! Oggi è disponibile anche un desk europeo con personale che parla italiano, e che risponde ogni giorno lavorativo in orario di negoziazione. E se masticate un po’ di inglese potete contare sui desk di assistenza esteri, che operano su orari coerenti con i vari Paesi, il che significa che potete contare su una assistenza pressoché sempre attiva, 24 ore su 24.

 

Trading su conto estero: terzo punto a favore, l’operatività evoluta

Se siete opzionisti spesso vi troverete a creare strutture di opzioni fatte di diverse gambe. Due, la maggior parte delle volte, se siete fan degli spread verticali; quattro, se vi piacciono gli iron condor; qualche volta tre, se vi date alle butterfly o ad altre strutture. In ogni caso avrete un problema da gestire: la best execution delle singole gambe. E dovrete decidere quale gamba aprire per prima: per minimizzare i rischi di ottenere prezzi troppo sfavorevoli andrete verosimilmente ad aprire prima le gambe più near the money, dunque più reattive ad eventuali spostamenti di prezzo del sottostante e cambiamenti di volatilità implicita. Poi chiuderete le strategie negoziando le opzioni esterne, sperando che nel frattempo il mercato non si sia mosso in maniera rilevante. Ebbene, con la piattaforma TWS di Interactive Brokers potete negoziare le cosiddette “combo”, ossia combinazioni di gambe. Con una combo potete aprire uno spread verticale o un iron condor con un singolo clic del mouse. È sufficiente impostare il credito netto desiderato per inviare al mercato due o più ordini simultaneamente, che devono essere eseguiti all’unisono. Si possono poi sfruttare delle tecnologie avanzate che permettono di spostare automaticamente le proposte di negoziazione in modo da adeguare i prezzi ad eventuali movimenti del sottostante, senza dover cancellare e reimmettere manualmente gli ordini ogni volta.

 

Trading su conto estero: la dichiarazione dei redditi è un falso problema

La principale ragione della diffidenza nei confronti dei conti di trading esteri nasce dal problema della dichiarazione dei redditi. Un broker estero, infatti, non può offrire ad un cliente italiano il regime amministrato, quindi il cliente deve arrangiarsi con la dichiarazione dei redditi. Con le recenti normative la contabilità analitica della propria operatività deve essere redatta secondo criteri precisi e diventa a tutti gli effetti un lavoro nel lavoro, a meno di non appoggiarsi a qualche servizio esterno. E proprio in questo senso oggi ci si può affidare ad alcuni studi specializzati che fanno tutto il lavoro per noi, ad un costo decisamente abbordabile. È sufficiente attivare il servizio dal proprio pannello di controllo del conto e fornire accesso ai propri statements (estratti conto, ndr) allo studio prescelto, che potrà entrare nel nostro conto con solo “power of attorney”, ossia con funzione di controllo, senza alcun potere dispositivo. In altre parole, lo studio professionale cui noi accordiamo la nostra fiducia entra nel nostro conto con la sola facoltà di scaricare gli estratti conto mediante un software apposito, che poi effettua tutta la contabilità, redige il quadro RW della dichiarazione dei redditi e lo invia al cliente insieme ad una relazione esplicativa. A quel punto l’utente non deve fare altro che consegnare i documenti ricevuti al proprio commercialista. E il gioco è fatto. Il costo di tutto ciò? Circa 200 euro annui.

 

Trading su conto estero: conclusioni

In conclusione, oggi è molto più semplice aprire, utilizzare e gestire un conto estero. Se quindi sei attratto dalle grandi potenzialità del mercato americano e vuoi avvalerti dei servizi di una piattaforma professionale e di un broker di prim’ordine, ora non hai più scuse!