Strategie sistematiche in opzioni

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Strategie sistematiche in opzioni: il gioco è cambiato!

Sembra ieri – in effetti era il “lontano” 2012 – quando parlando di trading sistematico e automatico in opzioni dal palco di Opzionaria a Bologna invitavo il pubblico a porre attenzione ai tanti problemi piccoli e meno piccoli che rendevano difficile raggiungere questo importante traguardo.

Di strategie sistematiche in opzioni (e non solo) ho parlato tante volte: ai miei corsi QuantOptions, agli eventi a cui sono stato relatore, ai tanti webinar cui ho partecipato, alle fiere sul trading e, non meno importante, alle lezioni universitarie che effettuo ormai da oltre 6 anni all’università di Venezia. A – e non “alla” – Ca’ Foscari, come dicono i veneziani.

Che l’argomento del trading sistematico in opzioni sia di grande interesse tra i trader lo si sapeva da un pezzo. Il problema era riuscire a dare loro una risposta efficace e non promettere loro risultati irraggiungibili, o piuttosto offrire soluzioni “tampone”, giusto per dar loro qualcosa. E in quanto trader in opzioni di lunga data, per me dare una risposta seria al mercato era anche un dare una risposta utile a me stesso.

Oggi abbiamo a disposizione diversi strumenti di analisi, piattaforme, screener di mercato, che ci permettono di semplificarci notevolmente la vita, rendendo le strategie sistematiche in opzioni non più un sogno, ma una solida realtà. E come sempre accade, è bene conoscere a fondo i singoli servizi e imparare quindi ad evitare di cadere nelle solite trappole. Perché in mezzo a prodotti validi vi sono anche prodotti inutili, o peggio prodotti che rispondono in modo errato alle necessità del trading sistematico in opzioni.

Tutto – almeno per quanto riguarda il mercato italiano – è nato nel 2014, con Options Backtester Lab: il primo vero backtester professionale per strategie sistematiche in opzioni. Lo proponemmo agli utenti della prima versione del percorso opzioni QuantOptions. Si trattava di un applicativo basato su un database di dati end of day delle opzioni scritte su alcuni sottostanti quotati sul mercato americano, l’unico con una liquidità sufficiente (anche sulle opzioni) a poter dare credibilità a qualsiasi system report di una strategia sistematica di trading in opzioni.

Il database conteneva i dati dei prezzi, delle volatilità implicite e delle greche di tutte le opzioni quotate con scadenze fino a un anno e permetteva quindi di costruire strategie sistematiche in opzioni basate su vari criteri: temporali, di volatilità, di probabilità. Il tutto attraverso una interfaccia utente certamente non facile ma comunque comprensibile e fruibile.

Il progetto Options Backtester Lab riscosse subito un grande successo, attirando perfino l’attenzione di un certo pubblico internazionale, evidentemente alla ricerca di strumenti di supporto alle decisioni operative ancora assai difficili da trovare. C’era un buco sul mercato, era ovvio.

Per tutta risposta, immediatamente dopo alcuni competitor misero sul mercato altri software di backtesting di strategie sistematiche in opzioni. E mentre Options Backtester Lab veniva acquistato da un’entità istituzionale, altri prodotti venivano fuori sul mercato internazionale, più o meno validi, più o meno semplici da utilizzare. Alcuni veramente validi, a dire il vero, erano piuttosto complicati da utilizzare. QuantyCarlo, per citarne uno, che poi si è arenato e infine è stato trasformato in un altro progetto, a sua volta abbastanza complesso da utilizzare, dunque rivolto per lo più all’utente che ha tempo a disposizione per imparare ad usare uno strumento complesso.

Nel frattempo una azienda americana era divenuta molto popolare su internet fornendo la risposta rapida ad una esigenza diversa: sempre di trading sistematico in opzioni si trattava, ma non tanto di programmare strategie, bensì di poter sfruttare sistemi automatici di screening del mercato alla ricerca di operazioni che rispondessero a determinati criteri.

Il motore di screening del mercato statunitense proposto da questa azienda era ed è tuttora molto interessante: la chiave di tutto risiede nella statistica. In altre parole, il mercato viene scandagliato da un punto di vista probabilistico e le operazioni suggerite all’utente sono basate appunto su considerazioni relative alle probabilità dei profitti. Ottimo servizio… ma con un piccolo (si fa per dire) neo: il calcolo delle probabilità degli eventi viene effettuato sulla base di un modello sbagliato. O meglio, siamo onesti, sulla base di un modello che semplifica troppo la realtà: quello Normale.

Oggi la partita viene giocata in modo diverso: TradePort rivoluziona l’approccio probabilistico al trading sistematico in opzioni, affrontando l’analisi statistica del mercato da un punto di vista differente. Gli anglosassoni hanno un modo curioso di definire il modo di pensare di chi esce dal coro e affronta le cose in modo diverso: “to think out of the box”, ossia “pensare fuori dalla scatola”. Credo che nulla di più azzeccato possa dirsi di questo nostro progetto: in un mare magnum di piattaforme che fanno tutte bene o male la stessa cosa e di formatori che dicono sempre le stesse cose TradePort racconta una storia diversa.

 

Think different, trade better.

Questo è il nostro grido di battaglia!